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Scrivere il dialetto salentino è un'operazione che deve bilanciare la fonetica (il suono reale) con la tradizione letteraria. Non esistendo un'ortografia standardizzata dallo Stato, le uniche fonti ufficiali attendibili sono i lavori dei grandi filologi, primo su tutti il Gerhard Rohlfs (Vocabolario dei dialetti salentini, 1956).
Il suono più caratteristico del Salento è l'occlusiva retroflessa sonora (es. cavaddhru, beddhra). In questo suono, la punta della lingua si piega all'indietro toccando il palato (da cui "retroflessa").
Esistono due scuole di pensiero ufficiali per scriverlo:
A differenza del napoletano o del barese, il Salentino (specialmente nelle varianti centrali e meridionali) appartiene al gruppo del vocalismo siciliano.
Non esiste la vocale indistinta o "muta" (lo schwa ). Le parole finiscono con vocali piene e ben scandite: a, i, u.
In moltissime varianti, la o atona finale diventa u.
Il gatto → Lu gattuSpesso la e finale diventa i.
Il pane → Lu paniLe fonti accademiche suggeriscono regole precise per evitare ambiguità:
Il suono scivolato di sci (come in sciare) è molto forte.
Simile alla ddh, anche il gruppo tr viene pronunciato con la lingua retroflessa (es. pietra diventa petra con un suono esplosivo).
L'uso corretto di questi segni distingue chi scrive "a orecchio" da chi conosce la grammatica dialettale.
Molte parole perdono la prima sillaba rispetto all'italiano/latino. Questo "taglio" va segnato.
'mparare (imparare) 'nnanzi (innanzi)Obbligatorio sull'ultima sillaba (tronche) e consigliato sulle sdrucciole per evitare ambiguità.
lèggere (verbo) leggère (aggettivo)Attenzione alla congiunzione e al verbo essere per non creare confusione nella lettura.
e (congiunzione) è / ete (verbo)| Suono (IPA) | Grafia Consigliata | Esempio | Note |
|---|---|---|---|
| /ɖ/ (retroflessa) | ddh (o ḍḍ) | cavaddhru | Mai usare solo dd (sarebbe dentale come in italiano) |
| /ʃ/ (fricativa) | sci | masciaru | Davanti a a/o/u richiede l'inserimento della 'i' |
| /j/ (semiconsonante) | j | fiuju (figlio) | Usata per evitare iati complessi (es. fiu-iu) |
| /k/ (velare) | c / ch | ca, che, chi, co, cu | Si comporta esattamente come in lingua italiana |
È fondamentale ricordare che queste regole hanno validità a sud della Linea Taranto-Ostuni. San Pietro Vernotico si trova proprio in una zona linguisticamente interessante: pur essendo pienamente salentina e adottando strutture consonantiche tipiche (come la celebre ddh), risente di influenze settentrionali brindisine che possono variare leggermente il vocalismo (es. una maggiore apertura delle vocali), mantenendo intatta la propria forte e unica identità.
A cura di Pierluigi Covelli
Già Presidente ASD Dialetto Sampietrano (2014-2023)